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Federalismo fiscale, trasporto pubblico a rischio: il grido d'allarme delle associazioni del TPL

Agens, Anav e Asstra hanno espresso forte timore per le conseguenze che l'attuale impianto normativo potrebbe avere sull'equilibrio economico-finanziario del settore e sull'adeguatezza dei servizi forniti ai cittadini su scala nazionale.

L'approvazione in Consiglio dei Ministri del disegno di legge sul federalismo fiscale regionale ha scatenato una forte e immediata preoccupazione tra le principali associazioni del trasporto pubblico locale. Secondo le rappresentanze di settore, è necessario intervenire con estrema urgenza e prima dell'adozione definitiva del provvedimento. La richiesta principale riguarda l'inserimento di correttivi indispensabili, primo tra tutti il vincolo che imponga di destinare le risorse derivanti dall'IRPEF esclusivamente al Trasporto Pubblico Locale, introducendo un divieto assoluto di distrazione per altre finalità. Per raggiungere gli obiettivi europei di decarbonizzazione e sostenibilità, le associazioni ritengono fondamentale definire il TPL come spesa essenziale, garantire il finanziamento integrale dei fabbisogni standard regionali tramite il fondo perequativo e mantenere in capo allo Stato la regia unitaria delle politiche nazionali della mobilità.

Il nuovo schema normativo conferma la compartecipazione delle Regioni a Statuto ordinario al gettito IRPEF, pensata per sostituire a partire dal 2027 i trasferimenti statali destinati a scomparire, tra i quali rientrano proprio i fondi per il TPL. Tuttavia, è proprio su questo punto che si registrano i problemi maggiori, emersi anche durante la Conferenza Unificata dove non si è raggiunta l'intesa. Le criticità sul fondo perequativo e i precedenti storici preoccupano il settore: già tra il 2008 e il 2012 un tentativo simile portò alla distrazione di oltre 1.300 milioni di euro verso altre finalità. Soltanto la nascita del Fondo nazionale TPL nel 2013 aveva garantito maggiore stabilità, sebbene l'assenza di adeguati meccanismi di indicizzazione provochi oggi un deficit annuale stimato in oltre 800 milioni di euro.

A rendere il quadro ancora più complesso interviene la scadenza dei contratti di trasporto pubblico locale fissata al termine del 2026. Come sottolineato congiuntamente da Agens, Anav e Asstra, l'assenza di certezze finanziarie rischia di minacciare seriamente la pianificazione futura e il corretto svolgimento delle nuove gare d'appalto, mettendo a repentaglio la continuità e la qualità di un servizio essenziale per milioni di pendolari.

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