Il cambiamento climatico sta imponendo sfide sempre più severe alla logistica del freddo, un comparto che oggi si trova a dover gestire un’emergenza estiva diventata ormai la norma quotidiana. Con le temperature ambientali che superano con frequenza i 35 °C, il trasporto a temperatura controllata deve far fronte a regole ferree per garantire che i prodotti alimentari, freschi o surgelati, giungano a destinazione in condizioni ideali. Si tratta di una responsabilità enorme per l’intera filiera di approvvigionamento italiana, dove circa 200.000 veicoli adibiti al trasporto ATP operano all'interno di un sistema rigoroso e con ritmi che la Grande Distribuzione Organizzata non può permettersi di rallentare.
In questo scenario di forte sollecitazione termica, la tenuta del servizio richiede una combinazione precisa di tecnologia avanzata, soluzioni costruttive e pianificazione. Un tassello fondamentale è rappresentato dall'impiego di mezzi certificati ATP in classe FRC, capaci di regolare e mantenere la temperatura interna in un intervallo compreso tra +25 °C e -28 °C. A queste dotazioni si sommano scelte strutturali studiate nei minimi dettagli, come l'utilizzo di semirimorchi di colore bianco per riflettere i raggi solari e attirare meno calore, unitamente ad allestimenti con pannelli isolanti in poliuretano progettati per preservare la robustezza della cella frigorifera durante le incessanti operazioni operative.
Accanto all'hardware, il fattore decisivo diventa la cura dei mezzi e la gestione dei dati sul campo.
Come evidenzia Fabio Orbello, Direttore Operativo di GI.MA.TRANS, per contrastare il caldo estremo la manutenzione preventiva gioca un ruolo chiave: interventi regolari al gruppo frigorifero, il lavaggio costante di radiatore e condensatore per ottimizzare lo scambio termico e la ricarica del gas refrigerante consentono di mantenere elevate le prestazioni degli impianti, riducendo consumi, usura e il rischio di pericolose escursioni termiche. A ciò si unisce una rigorosa disciplina durante il carico e l'apertura delle porte, oltre a un controllo costante affidato a termoregistratori di ultima generazione che rilevano la temperatura in tempo reale ogni 15 minuti.
I riscontri pratici confermano l'efficacia di questo approccio integrato: nella settimana del 20 giugno di quest'anno, a fronte di temperature esterne fino a 37 °C, l'azienda è riuscita a mantenere all'interno del vano di carico una temperatura costante di -21 °C per l'intera durata di un trasporto di circa 9 ore dedicato ai surgelati.
L'esigenza di questo rigore operativo appare ancora più evidente guardando al futuro, stando alle stime UNECE relative al 2025, entro il 2050 alcune aree d'Europa potrebbero registrare fino a 200 giorni all'anno con temperature superiori ai 25 °C. Poiché le finestre di scarico presso supermercati e ipermercati restano rigide e non possono essere posticipate a causa del caldo per non compromettere il lavoro dei centri distributivi e il rifornimento degli scaffali, la combinazione tra pianificazione, controllo digitale e manutenzione costante resta l'unica strada per preservare inalterata la qualità dei prodotti lungo l'intera filiera.
