Il futuro della logistica italiana trova il suo nuovo baricentro a Taranto. Si è concluso presso la Camera di Commercio di Brindisi–Taranto il forum nazionale dedicato alla pianificazione strategica dei sistemi portuali, un evento che ha riunito i massimi esponenti del Governo e della Commissione Europea per definire le linee guida della portualità di domani. Il documento finale, denominato Carta di Taranto, si pone come un contributo decisivo al disegno di legge di riforma del settore, delineando una traiettoria basata su innovazione, autonomia e integrazione territoriale.
Il confronto, che ha visto la partecipazione del Ministro dell'Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, del Vicepresidente esecutivo della Commissione UE Raffaele Fitto e del Viceministro delle Infrastrutture Edoardo Rixi, ha sancito la necessità di un cambio di paradigma radicale. In un contesto dove la logistica nazionale vale 114 miliardi di euro e i porti movimentano l'80% dell'import-export, il sistema mare non può più essere gestito attraverso rendite di posizione, ma deve evolvere in un modello di hub integrato governato da competenze manageriali e politiche industriali lungimiranti.
Il cuore della proposta risiede nella trasformazione della governance. La Carta di Taranto suggerisce infatti il ricorso alla forma societaria della S.p.A. per la gestione dei porti, una scelta mirata a garantire quell'autonomia finanziaria necessaria per competere ad armi pari con i grandi scali del Mediterraneo. Questa visione si accompagna alla richiesta di un approccio europeo uniforme sulle regole delle concessioni e degli aiuti pubblici, superando le attuali disparità che penalizzano gli scali italiani rispetto ai concorrenti dell'Unione.
Parallelamente alla riforma burocratica, il documento pone l'accento sulla transizione ecologica e digitale. La digitalizzazione totale dei processi e l'interoperabilità dei dati sono considerate condizioni essenziali per l'efficienza della supply chain, mentre la retroportualità sostenibile viene indicata come la chiave per la rigenerazione urbana e la produzione di energia pulita. Come sottolineato dall'avvocato Cristina Lenoci, componente del Comitato Scientifico, sarà fondamentale incentivare il partenariato pubblico-privato per intercettare i capitali necessari agli investimenti infrastrutturali strategici.
Le conclusioni dei lavori hanno ribadito la centralità di Taranto come nodo strategico del sistema logistico nazionale. Secondo Giovanni Gugliotti, Presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, i contenuti della Carta saranno integrati nei futuri piani triennali dello scalo, mentre l'esperto Ercole Incalza ha evidenziato come il potenziale inespresso del territorio necessiti ora di collegamenti funzionali adeguati. Con l'annuncio da parte del Viceministro Rixi di un prossimo tavolo di confronto con gli stakeholder, la riforma entra nella sua fase operativa, puntando a fare dell'Italia la cerniera logistica d'Europa.
