In merito al dibattito sulla riattivazione dello Scalo Ferroviario Merci di Surbo, la FIAP (Federazione Italiana Autotrasportatori Professionali) ha ribadito oggi la necessità di contribuire al confronto con una visione pragmatica, strettamente legata alle esigenze del sistema produttivo territoriale. Lo scorso 13 gennaio 2026, la Federazione ha presentato al Prefetto di Lecce la richiesta per un’audizione e per l’istituzione di un tavolo tecnico operativo che possa fungere da sede di coordinamento e garanzia metodologica per un confronto trasparente tra tutte le parti coinvolte.
Pur accogliendo positivamente l'attenzione manifestata da Confindustria e dall'Università del Salento, la FIAP sottolinea l'importanza di un netto cambio di passo rispetto al passato, evidenziando come precedenti tentativi di intervento sull'infrastruttura non abbiano prodotto risultati operativi tangibili. Secondo Sonia Primiceri, Vicepresidente FIAP, la riattivazione dello scalo rappresenta un'opportunità che richiede realismo e una visione d'insieme: l'efficacia delle infrastrutture dipende dalla loro capacità di ruotare attorno ai flussi reali di merce e a una reale integrazione tra trasporto su gomma e su ferro. Senza il diretto coinvolgimento dei vettori e degli operatori logistici, il rischio concreto è quello di dare vita a un'opera moderna nella forma ma sottoutilizzata nella sostanza.
Le aziende rappresentate dalla FIAP, operando quotidianamente nel Sud della Puglia, possiedono la conoscenza diretta delle filiere necessaria a definire modelli di gestione sostenibili. A sostegno di questa tesi vengono citate le positive esperienze di intermodalità già attive in territorio pugliese, come il progetto avviato nel 2022 nell’area di Brindisi, che grazie a cinque circolazioni settimanali ha permesso di togliere dalla strada oltre mille camion al mese. Per la FIAP, lo Scalo di Surbo deve evolvere in una piattaforma logistica integrata e inserita nei grandi corridoi di traffico, superando una vocazione esclusivamente locale.
